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mercoledì 4 luglio 2012

Un nuovo modello di sviluppo


Se i tagli della spending review per le Regioni a Statuto Speciale sono questi per la Valle d'Aosta si prospettano minori risorse per circa 29 milioni di euro già sul 2012, circa 58 milioni di euro per il 2013 fino a salire a circa 87 milioni nel 2014. E poi i tagli alla sanità, le indicazioni sulla centralizzazione degli acquisti, il blocco delle assunzioni anche per gli enti locali fino ad arrivare agli obblighi di associazione per i comuni più piccoli (sotto i  3.000 abitanti nelle zone di montagna che da noi interessano quasi tutti i comuni).
Aggiungiamoci il taglio dei Giudici di Pace e dei Tribunali minori che comporterà una modifica sostanziale anche per quanto riguarda la giustizia, sia civile che penale, cui fino ad oggi eravamo abituati. Nel distretto della Corte di Appello di Torino, oltre al Tribunale di Aosta, ci sono altri 16 Tribunali sparsi nel piemonte, di cui 2 in particolare più vicini a noi: Ivrea e Biella. Non ho idea di come verranno riordinati ma qualche scompenso lo subiremo anche noi.
Ed ora la politica locale tornerà a lamentarsi dello Stato cattivo che nega l'autonomia alla nostra piccola regione e ci prevarica su diritti riconosciuti persino dallo Statuto speciale che è norma costituzionale, salvo scoprire che tutti i ricorsi alla Corte Costituzionale che la regione ha fatto dal 2010 ad oggi sono stati regolarmente bocciati. Risultato: le norme si applicano anche da noi, non perché i ministri sono brutti e cattivi ma semplicemente perché le norme vengono introdotte come coordinamento della finanza pubblica e, in quanto tali prevalgono anche per le regioni speciali.
Credo che ormai sia ampiamente finito il tempo dei piagnistei e occorra cambiare la mentalità e l'approccio politico a questa crisi.
L’attuale modello di sviluppo della nostra regione, basato esclusivamente sulla spesa pubblica – bisogna pur riconoscerlo – ha avuto un ruolo fondamentale per la crescita della Valle d’Aosta negli ultimi 30 anni. A partire dal riparto fiscale ottenuto alla fine degli anni '70 questo modello ha creato benessere e piena occupazione ma anche delle enormi storture che sono sotto gli occhi di tutti.

Questa crisi economica ci ha fatto capire molto bene come una società non possa crescere sui debiti, non possa vivere al di sopra delle proprie possibilità (se non per un breve periodo di tempo). Ed allora il sistema Valle d’Aosta va riformato, va reso sano, va creata economia e crescita. 
Diventa quindi indispensabile creare un nuovo modello di sviluppo valdostano che non si limiti - come si cerca maldestramente di fare oggi - a rattoppare un pantalone ormai vecchio e consumato, ma che abbia il coraggio di costruirsi un vestito nuovo – su misura – per un’autentica rinascita valdostana.

E' del tutto evidente che occorre studiare un nuovo modello di crescita ed equità per la nostra regione muovendosi lungo due binari: favorire l’ingresso dei privati in alcune società pubbliche al fine di recuperare fondi necessari per investire in un modello distrettuale.
Privatizzare oppure esternalizzare non può più essere considerato un tabù.
Mi riferisco in particolare alla CVA, al Casinò e ad alcune grandi stazioni sciistiche.
Quanto alla prima credo che una sua quotazione in borsa mantenendo una quota significativa in capo alla Regione (30 - 35%) consentirebbe alla società di crescere non solo in Italia ma anche all’estero (già oggi è una delle 10 società di produzione elettrica italiana) e l’ente pubblico manterrebbe un controllo strategico su scelte vitali (mantenimento della sede in valle, tutela dell’occupazione, ecc..).
Quanto alla seconda ritengo inutile spendere milioni di euro per ristrutturare il Casinò e dotarlo di strutture alberghiere di lusso facendo concorrenza all’unico settore privato (quello alberghiero appunto). Più logico sarebbe coinvolgere i capitali privati mediante una finanza di progetto con la quale chi vince la gara ristruttura il complesso (Casinò e alberghi) e lo gestisce per 20-30 per rientrare dell’investimento. Di vitale importanza anche il controllo sulla casa da gioco: perché non siglare un accordo con la Banca d'Italia e la sua filiale valdostana attribuendo ad essa il controllo? In fondo la casa da gioco raccoglie denaro esattamente come una banca... 
Infine, quanto ad alcuni impianti di risalita si dovrebbe continuare nella politica di aggregazione per macro aree e, ferma la proprietà pubblica delle infrastrutture, procedere ad una gestione privata dei comprensori che verrebbero così sgravati dai pesanti costi di manutenzione straordinari degli impianti. 
Tale politica di privatizzazione, studiata e governata (non improvvisata e confusa come quella messa in atto dalla Regione con i forestali) deve essere finalizzata al recupero di denaro da investire in una economia distrettuale. Il problema che dobbiamo porci è quale modello distrettuale – inteso come forma di organizzazione della produzione della piccola e media impresa, in cui il territorio svolge la funzione di infrastruttura di integrazione economica, istituzionale e cognitiva – si possa immaginare per il futuro della Valle d’Aosta? Io credo che ad un ovvio distretto turistico debba essere affiancato un distretto legato alla “green economy”, alle energie rinnovabili, alle soluzioni per l’efficienza energetica e a tutte quelle soluzioni di alta specializzazione in questo settore e/o comunque legati alla montagna.

Per raggiungere questo obiettivo strategico, però, è necessaria un’istruzione di eccellenza legata al territorio.
Negli ultimi vent’anni le due riforme più importanti dell’Università (l’introduzione dell’autonomia universitaria ed il modello 3+2) hanno prodotto una notevole espansione dell’offerta universitaria, alla quale ha contribuito in maniera determinante una domanda crescente di istruzione universitaria proveniente dai diplomati della scuola secondaria, così come la pressione degli enti locali, che consideravano motivo di prestigio avere l’università sotto casa. Ma l’aumento dell’offerta universitaria e il conseguente aumento di iscritti all’università non si è tradotto in un complessivo aumento di laureati, segno evidente che ancora oggi esistono troppi abbandoni e il modello 3+2 ha finito con il creare un livello di laurea, quello triennale, poco spendibile perché non ritenuta particolarmente formativa dalle imprese.
Sostanzialmente ciò che è avvenuto anche in Valle d’Aosta.
Mi domando: ha senso in un contesto di recessione, con tagli ingenti al bilancio pubblico investire oltre 100 milioni di euro per costruire un campus universitario senza sapere come riempirlo di contenuti e per circa 1.200 studenti, tanti quanti un qualsiasi liceo di una grande città?
Che senso ha mettere in piedi un'università che non potrà mai avere dimensioni tali da poter svolgere una vera ricerca?
Nell'ottica della creazione di un modello di sviluppo distrettuale non è forse più utile, per la Valle d’Aosta, investire in scuole di specializzazione che possano favorire l’apprendistato mediante uno stretto legame con le imprese sul territorio?
In chiaro: l'università oppure chiamiamola "scuola di specializzazione" insieme ad un numero di imprese localizzate sul territorio dovrebbe istituire un corso di laurea triennale di specializzazione tecnica. Lo studente lavoratore acquisirà metà dei crediti del corso in azienda e metà dei crediti in università. Sia le imprese che l’università metteranno a disposizione un tutor che seguirà il ragazzo in università e in azienda. Lo studente sarà formalmente impiegato presso l’impresa con un contratto di apprendistato della durata di tre anni, ma l’azienda non avrà alcun obbligo di assumere il giovane con un contratto unico di inserimento alla fine del triennio.
Per rimanere in tema, questo tipo di percorso didattico può facilmente essere intrapreso per le professioni turistiche, ma anche per le professioni legate alla montagna e alla tutela ambientale, oltre che per le professioni sanitarie. 
Ma ciò non basta!
E' necessario creare sinergia con i territori vicini del canavese e del biellese. Un territorio importante che ha bisogno di reinventarsi una politica industriale che non può che avvenire insieme, mediante un unico distretto integrato con la nostra bassa valle.
E' finito il tempo dell'autarchia: non possiamo più permetterci di costruire il nostro piccolo aeroporto, la nostra piccola università, la nostra piccola metropolitana... Forti delle competenze che abbiamo e delle risorse che ancora ci restano dobbiamo riconvertire la nostra economia in una economia di mercato.
Questo obiettivo, però, presuppone una nuova classe politica: fino ad oggi abbiamo visto solo idee vecchie e ormai superate. 


venerdì 22 giugno 2012

Bilancio consuntivo 2011


Giovedì 21 giugno 2012 si è svolto il consiglio comunale di Rhemes-Notre-Dame durante il quale è stato approvato il consuntivo del 2011 che presenta un avanzo di circa 184 mila euro.
Qui di seguito uno stralcio della relazione al rendiconto.
"Nel campo degli investimenti si è proseguito l’iter amministrativo per la realizzare dei lavori di sostituzione delle sciovie con una nuova seggiovia quadriposto, delle nuove piste di discesa, del prolungamento dell’innevamento artificiale e della creazione di nuovi paravalanghe.
Si è concordato con le strutture competenti la variante al Piano regolatore e, parallelamente, si è proceduto ad assoggettare il progetto preliminare complessivo alla Valutazione di Impatto Ambientale.
Attualmente, avendo ottenuto anche la copertura finanziaria dell'intervento è in fase di pubblicazione il bando per la fornitura e la posa della seggiovia e degli interventi complementari.
E’ proseguito il lavoro necessario al completamento della bozza di variante al PRGC per adeguare lo strumento urbanistico al PTP.
Sono proseguiti i lavori di realizzazione del progetto FOSPI “strada Broillat con annesso parcheggio e riqualificazione della fraz. Chaudanne”.
Si sono conclusi i lavori di realizzazione della via ferrata e la stessa, intitolata alla Guida Alpina Casimiro Thérisod, è stata aperta al pubblico durante l’estate del 2011. 
E’ stata realizzata e sarà ultimata nel corso del 2012 la variante stradale in località Chantery.
Sono iniziati e pressoché terminati i lavori relativi alla misura 322 di riqualificazione dell’abitato della frazione Bruil. A seguito di revisione del progetto si è potuto individuare il luogo (fuori dal centro abitato) ove collocare lo chalet per la raccolta dei rifiuti e si è potuto realizzare tutta la pavimentazione entro la stagione invernale, creando il minor disagio possibile alla popolazione.
Sono proseguite le fasi progettuali del progetto “Giroparchi”, “Jardin des Anglais” e “Riqualificazione della frazione Pont” in linea con i cronoprogrammi previsti.
E’ stata affidata mediante gara la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva nonché la Direzione dei Lavori per la sistemazione dell’acquedotto e della fognatura in località Carré e Pessey.
E’ stato dato incarico ad un geometra professionista di concludere una serie di procedure espropriative rimaste in sospeso e non concluse dalla precedente amministrazione ed è stato incaricato un commercialista professionista per la redazione di una relazione sulle possibili modalità di gestione degli impianti di risalita e degli altri servizi pubblici. 
Sono stati eseguiti e terminati i lavori di riqualificazione del forno del Thumel.
A seguito della richiesta di contributo alla Regione si è ottenuto il finanziamento per la variante della pista di fondo in località Pessey ed è in corso di definizione la progettazione dell’intervento.
A seguito dell’ottenimento del contributo regionale è stato dato incarico ad un professionista per eseguire gli audit energetici su alcuni edifici comunali che hanno evidenziato una notevole dispersione di calore degli stessi, anche di quelli nuovi e costruiti recentemente.
Sono state presentate due domande di contributo. Una al Ministero dell’Ambiente per la sostituzione di parte dei cassonnetti per la raccolta differenziata con dei sistemi seminterrati (tipo moloch) e per l’acquisto di due compostiere meccaniche per l’avvio della raccolta dell’umido e l’altra alla Regione per accedere ai contributi FOSPI al fine di dar corso al programma elettorale e provvedere al rifacimento e alla manutenzione straordinaria del cimitero comunale entro questa legislatura.
Infine, l’investimento più importante nel corso del 2011 è stato sicuramente la fornitura e la posa in opera di un nuovo campo da calcio in erba sintetica del costo complessivo di €. 150.000,00, a totale carico del comune."

Al fine di utilizzare parte dell'avanzo di amministrazione e le maggiori entrate è stata approvata una variazione al bilancio con la quale si è accertato il finanziamento del Parco Nazionale del Gran Paradiso e lo si è integrato con fondi comunali al fine di dare avvio al progetto di rifacimento e prolungamento del sentiero per disabili tra le frazioni Chanavey e Bruil sulla destra orografica.
Sono stati previsti dei soldi per la predisposizione di uno studio di fattibilità per posizionare degli impianti fotovoltaici sugli edifici comunali e si sono stanziati dei fondi per predisporre un nuovo progetto FOSPI da presentare entro l'autunno.
Previsti anche dei soldi per il rifacimento del sito internet del comune.

Infine si è proceduto ad approvare la nuova convenzione di segreteria, la convenzione per l'utilizzo della discarica per inerti dei comuni di Introd e Arvier e il nuovo regolamento di polizia mortuaria.

Stiamo correndo e lavorando sodo e i primi risultati iniziano a vedersi.

Ora tutti concentrati per la realizzazione della nuova seggiovia, punto fondamentale del nostro programma. Con una recente delibera di Giunta regionale il comune di Rhemes-Notre-Dame ha appena ottenuto un finanziamento di 1,3 milioni di euro per la realizzazione delle nuove piste, il prolungamento dell'impianto di innevamento e le opere di paravalanghe. Tale somma, unitamente a quella già stanziata per coprire l'80% del costo della nuova seggiovia ci consente ora di avviare i lavori.
Già la prossima settimana verrà pubblicato il bando di affidamento, mediante contratto misto, della fornitura e posa in opera di una seggiovia quadriposto ad attacchi fissi in loc. Chanavey.
A ciò si aggiunga l'aggiudicazione del finanziamento FOSPI per il rifacimento del cimitero comunale per poco più di 300 mila euro e ci si potrà facilmente accorgere che, nonostante la crisi e le enormi difficoltà che stanno vivendo il Paese e la nostra Regione, l'Amministrazione comunale di Rhemes-Notre-Dame mette in campo investimenti per quasi 5 milioni di opere nell'arco di pochi anni.

Solo creando nuove opportunità e investendo possiamo cercare di uscire da questa crisi.

Noi ci crediamo e lavoriamo con costanza per questo.